Territorio

Il terzo traforo (28/01/08)

Autore: cifone

Tratto dal sito del parco del Gran Sasso
ASSERGI – 25/01/08 – “……Si è ritornati a parlare con preoccupazione, negli ultimi giorni, del progetto di realizzazione del terzo traforo del Gran Sasso, una discussione generata dal fatto che il prossimo 12 febbraio il Consiglio di Stato si dovrà pronunciare sul ricorso contro la sentenza del Tar dell’Abruzzo che nel 2002 annullò il procedimento che autorizzava l’opera, in seguito alle istanze presentate dalla Provincia di Teramo e dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La preoccupazione è legata anche alla richiesta di chiarimento inviata dal Ministero delle Infrastrutture agli Enti coinvolti per verificare se sussista ancora un interesse alla realizzazione dell’opera……..”
Non sono mai stato “tenero” nei confronti della politica del Parco ma, stavolta, sono in piena sintonia!
Cerchiamo di fare un po’ di cronistoria!
Il traforo del Gran Sasso inizia dal casello autostradale di Assergi dell’A24 e termina nel versante teramano a pochi chilometri dal casello di Colledara; ha una lunghezza di oltre 10.000 metri ed è a doppio tunnel; i lavori terminarono nel ’95 con l’apertura del tunnel da Assergi in direzione Colledara. E’ probabile che sia la caratteristica carsica della montagna sia uno scarso studio idrogeologico dell’opera, portarono alla prima grande sciagura che accompagnò il lavoro; la trivella si trovò di fronte ad un vero e proprio lago sotterraneo, l’acqua che ne fuoriuscì inondò il cantiere ed invase la parte bassa di Assergi provocando la morte di 11 operai. La falda acquifera si abbassò di circa 600 metri; la montagna infatti è caratterizzata da rocce calcaree che lasciano penetrare l'acqua dei rilievi, per farla riemergere molto più a valle. Lo stesso ghiacciaio del Calderone (il ghiacciaio più a sud d’Europa) ha sempre agito da cisterna di compensazione: l'acqua di fusione del ghiacciaio, infatti, contribuisce ad alimentare sia il bacino idrografico del Fosso San Nicola sia la circolazione sotterranea che avviene in profondità nella montagna.
Zichichi, durante i lavori, convinse il ministero dei Lavori Pubblici a far scavare, a fianco del tunnel in direzione Assergi, una cavità per installare gli strumenti del laboratorio di Fisica Nucleare in modo da avere un filtro naturale enorme che lasciasse passare i neutrini dall’atmosfera; questa variante ha portato al fatto che, provenendo da Teramo, da due corsie il tunnel diviene transitabile solo con una anche se per pochi metri ovvero la lunghezza necessaria per la rampa di accesso alla cavità del laboratorio. Ecco quindi la ventilata necessità di costruire un terzo tunnel a favore del laboratorio e che sia fruibile solo dallo stesso; infatti, adesso, per portare i tecnici dalla superficie ovvero da Assergi fin nella cavità, occorre partire dal casello di Assergi, arrivare fino al casello di Collegare e tornare indietro fino a metà tunnel per poter entrare nella cavità.
Sapete quante “corse” fa la navetta che porta i tecnici? Al massimo tre o quattro corse al giorno! E allora? Per far risparmiare mezz’ora di viaggio a poche corse, occorre spendere decine di milioni di euro? Con la certezza che la falda subirà un nuovo abbassamento?
Mah! Speriamo che il Consiglio di Stato confermi la sentenza del T.A.R. perché di tutto abbiamo bisogno in Abruzzo tranne che di un lavoro antieconomico, che non è di sviluppo a nulla e che procurerebbe un ulteriore danno all’Ambiente.
 
by Cifone

Ludovici.it

Portale Ludovici.it

Benvenuto!