Territorio
L'aquila vs. Pescara (13/10/08)
Autore: cifone
Sono passati quasi 40 anni ed ancora continua la “rivalità” tra L’Aquila e Pescara per il capoluogo regionale.
Ed ancora oggi, da quel 1971, è la miopia, l’arroganza e, soprattutto, lo spreco di risorse che alimentano una falsa rivalità ed il rancore che, con un po’ di buonsenso, potrebbero essere tranquillamente superate.
Stavolta il motivo è la costruzione di un secondo Consiglio Regionale da realizzarsi a Pescara da utilizzarsi nei mesi invernali (sic!) in quanto L’Aquila, in inverno, risulterebbe disagevole!
Due Consigli Regionali, doppio personale ed una spesa di circa 10 milioni di euro in un momento dove occorre “tirare la cinghia” ed in un momento che vede la politica abruzzese nell’occhio del ciclone per i problemi giudiziari dell’ex governatore Ottaviano Del Turco.
Uno spreco che si può e si deve risparmiare e che divide in modo trasversale tutti i partiti politici, non uno schieramento contro l’altro ma pescaresi contro aquilani.
Una vecchia ruggine che non ha insegnato nulla e che anzi rimane sopita pronta a riemergere ogni qual volta Pescara, che è la più grande città dell’Abruzzo, tende a monopolizzare tutte le attività politiche regionali; ultimo esempio la creazione a Pescara del V.I.S. (Valutazione Impatto Sanitario), una specie di Istituto regionale che, di fatto, toglie competenze e riferimenti a due assessorati aquilani (Ambiente e Programmazione) e, inutile, in quanto si sostituisce alle A.S.L. che sono demandate al controllo sanitario del territorio.
Ricordo ancora e molto bene quei giorni di fine febbraio!
Nevicava, un freddo cane, era appena terminata la rivolta di Reggio Calabria, la città completamente isolata, posti di blocco all’interno e all’esterno della città, barricate, sedi di partiti assaltate e svuotate degli arredi incendiati nelle piazze.
La Destra Missina che prende il controllo della città e si fa’ portavoce della ribellione di tutta la città; anziani che si schierano con i giovani del M.S.I., migliaia e migliaia di poliziotti e della Finanza che caricano giovani e vecchi, auto bruciate, tutte e dico tutte le campane che suonavano in segno di protesta a testimoniare come tutta la città si ribellava allo scippo del capoluogo; pane e latte introvabili!
Insomma tre giorni di ferro e fuoco ed ancora non abbiamo imparato nulla?
by Cifone